Bonus ristrutturazioni: il familiare convivente può detrarre le spese sostenute per la seconda casa

Il bonus ristrutturazioni può essere richiesto anche dal familiare convivente del proprietario dell’immobile. Questa possibilità non riguarda soltanto l’abitazione principale: in presenza dei requisiti previsti, la detrazione può spettare anche per gli interventi realizzati su una seconda casa.

È però necessario che l’immobile sia effettivamente a disposizione del nucleo familiare e che il soggetto interessato sostenga le spese rispettando le modalità di pagamento richieste.

Chi può beneficiare della detrazione

Oltre al proprietario o al titolare di un diritto reale sull’immobile, possono usufruire della detrazione anche:

  • il coniuge;
  • i parenti entro il terzo grado;
  • gli affini entro il secondo grado;
  • la parte di un’unione civile;
  • il convivente di fatto, nel rispetto delle condizioni previste.

Il familiare convivente non deve necessariamente essere comproprietario, usufruttuario o comodatario dell’abitazione. Per accedere al beneficio deve però sostenere concretamente le spese e risultare beneficiario della detrazione attraverso la corretta compilazione di fatture e bonifici.

Il bonus vale anche per la seconda casa

La detrazione non è riservata esclusivamente agli interventi effettuati nell’abitazione principale. Il familiare convivente può beneficiare del bonus anche per i lavori eseguiti su una seconda abitazione appartenente al proprietario con il quale convive.

L’immobile deve però rimanere a disposizione della famiglia e poter essere utilizzato nell’ambito della convivenza. Non è necessario che si trovi nello stesso Comune dell’abitazione principale: l’agevolazione può riguardare, ad esempio, anche una casa utilizzata dal nucleo familiare durante le vacanze.

Quando la detrazione non spetta

Il semplice rapporto di parentela non è sufficiente per ottenere il bonus.

L’agevolazione non viene riconosciuta al familiare convivente se la seconda casa non è nella disponibilità del nucleo familiare perché, ad esempio:

  • è concessa in locazione;
  • è stata affidata in comodato esclusivo a un altro familiare;
  • viene utilizzata stabilmente da soggetti terzi;
  • non può essere impiegata nell’ambito della convivenza familiare.

In questi casi il familiare non proprietario non può detrarre le spese basandosi esclusivamente sul rapporto con il titolare dell’immobile.

Quando deve esistere la convivenza

La condizione di convivenza deve sussistere al momento dell’inizio dei lavori oppure, se precedente, nel momento in cui vengono sostenute le spese agevolate.

Non è necessario che il familiare abbia stabilito la residenza proprio nella seconda casa interessata dagli interventi. Ciò che conta è l’effettiva convivenza con il proprietario e la disponibilità dell’immobile da parte del nucleo familiare.

Quando richiesto, la condizione di familiare convivente può essere dimostrata mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Non occorre invece stipulare un contratto di comodato.

Fatture e pagamenti devono essere corretti

Per usufruire della detrazione, il familiare convivente deve sostenere effettivamente i costi dei lavori. È quindi importante che la documentazione consenta di individuare con chiarezza il soggetto che porterà la spesa nella dichiarazione dei redditi.

Prima di richiedere il bonus bisogna verificare:

  • l’intestazione delle fatture;
  • la corretta esecuzione del bonifico parlante;
  • l’indicazione del codice fiscale del beneficiario;
  • la documentazione relativa agli interventi;
  • la prova della convivenza;
  • la disponibilità dell’immobile da parte della famiglia.

Se la fattura è intestata al proprietario, ma il pagamento è stato effettuato in tutto o in parte dal familiare convivente, può essere necessario annotare sul documento la quota di spesa effettivamente sostenuta da quest’ultimo.

Un esempio pratico

Due coniugi vivono nella loro abitazione principale e dispongono di una seconda casa utilizzata dalla famiglia durante le vacanze. L’immobile è intestato soltanto a uno dei due.

L’altro coniuge, pur non essendo proprietario, può sostenere le spese di ristrutturazione e richiedere la relativa detrazione, a condizione che i pagamenti e la documentazione siano corretti.

La situazione cambia se la seconda casa è stata affittata oppure concessa in uso esclusivo a un altro soggetto. Non essendo più a disposizione della coppia, il coniuge non proprietario non potrà beneficiare del bonus in qualità di familiare convivente.

Rivolgiti a CAF Labor

La possibilità di ottenere la detrazione deve essere valutata considerando la situazione familiare, la disponibilità dell’immobile e la documentazione relativa ai lavori.

Prima di inserire le spese nella dichiarazione dei redditi, è quindi consigliabile effettuare una verifica completa. Gli operatori di CAF Labor sono a disposizione per controllare i requisiti e fornire assistenza nella corretta richiesta dell’agevolazione.